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martedì 6 marzo 2012
Il bimbo piange e non si sa perchè
Le coliche del neonato un segnale di una futura emicrania?

Molte donne soffrono di emicrania. Oltre a dover gestire il dolore legato al mal di testa, d'ora in poi, avranno anche un'altra preoccupazione: la probabilità che i loro figli manifestino coliche neonatali è doppia rispetto a quella di donne che non conoscono questa sofferenza. A dirlo sono i neurologi dell'Università della California, San Francisco, che hanno condotto uno studio per comprendere questa inaspettata relazione. 

Essendo l'emicrania una patologia su base familiare, il lavoro solleva un quesito importante: le coliche dei neonati potrebbero non essere segnale di un disturbo gastrointestinale ma ben altro. Potrebbero essere sintomo di una condizione nota come sindrome periodica dell'infanzia, considerata precursore dell'emicrania. 

I risultati della ricerca, condotta dal team di ricercatori coordinati dalla dottoressa Amy Gelfand che lavora presso il Centro Emicranie dell'università della California, verranno presentati nel corso della conferenza annuale dell'American Academy of Neurology, che si terrà in aprile a New Orleans.

Un pianto eccessivo dei neonati sani viene spesso attribuito alle cosidette coliche, problemi di tipo gastrointestinale presumibilmente legati all'alimentazione del bambino.
In realtà, dopo più di cinquant'anni di ricerche, non è stata rilevata alcuna evidenza scientifica in grado di spiegare questo legame. Quel che è certo è che i neonati allattati al seno sono più propensi ad andare incontro a questo tipo di problema rispetto a quelli allattati con latte artificiale. Inoltre, ad oggi, i farmaci utilizzati per alleviare questi disturbi non hanno dato i risultati sperati.

Nel corso dello studio, la dottoressa Gelfand e i suoi colleghi hanno esaminato 154 neo mamme e i loro neonati in occasione della visita pediatrica prevista al secondo mese di vita del bambino. Il picco delle coliche viene solitamente riscontrato proprio in questo periodo. Le mamme hanno fornito informazioni riguardo a due aspetti: il loro rapporto con l'emicrania e le caratteristiche del pianto del loro bambini. In sostanza i ricercatori hanno cercato di capire se si trattasse di un pianto riconducibile a un quadro clinico classificabile come "colica del neonato" e che non fosse dovuto ad altri fattori.

Risultato: il 29% dei bambini che soffrivano di coliche erano figli di donne che avevano segnalato emicranie, contro l'11% dei piccoli di donne che non soffrivano di emicrania. 

Secondo i neurologi che hanno condotto lo studio, le coliche potrebbero essere un segnale precoce di una condizione chiamata sindrome periodica dell'infanzia, precursore dell'emicrania che si manifesterà in età adulta. Si tratta di una condizione caratterizzata da una serie eterogenea di sintomi quali svogliatezza, dolori addominali, vertigini e sonnolenza. Essa può evolvere o meno in emicrania severa in età adulta.

Inoltre, i bambini che soffrono di coliche sono bambini più sensibili agli stimoli esterni così come lo sono le persone che soffrono di emicrania. Dopo la nascita hanno più difficoltà ad adattarsi alle condizioni del nuovo ambiente in cui si trovano catapultati. Il passaggio dall'ambiente caldo, buio e silenzioso dell'utero all'ambiente esterno, rumoroso, luminoso e freddo è più traumatico per questi bambini. 

Il team di neurologi monitorerà nel tempo lo stato di salute del gruppo di bambini affetti da coliche per rilevare se svilupperanno altri sintomi della sindrome periodica dell'infanzia.




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